Tempo di lettura stimato: 5 minutes

Hitler sale al potere: i primi passi.

Il 30 gennaio 1933 il Presidente della Repubblica von Hindenburg nomina Cancelliere Adolf Hitler, leader del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi “Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei” NSDAP, oggi meglio conosciuto come Partito Nazista. Con questa decisione Hindenburg consegna il potere della nazione tedesca ai Nazisti e alla coalizione di governo di cui fa parte anche il Partito Nazionalista Tedesco del Popolo “Deutschnationale Volkspartei” DNVP.

salita al potere di hitler
Dopo aver preso il potere il 30 gennaio 1933, i nazisti tedeschi formano il loro primo governo sotto Adolf Hitler. Da sinistra a destra. seduta: Hermann Göring, Commissario del Reich per l’Aviazione e il Ministero dell’Interno prussiano, Adolf Hitler, Cancelliere del Reich, Franz von Papen, Vice Cancelliere in piedi: Franz Seldte, Ministro del lavoro, Dr. Dott. Günther Gereke, Lutz Graf Schwerin von Krosigk, Ministro delle finanze del Reich, Wilhelm Frick, Ministro degli interni del Reich, Werner von Blomberg, Ministro della difesa del Reich, Alfred Hugenberg, Ministro dell’economia e dell’alimentazione

A febbraio dello stesso anno un incendio distrugge il parlamento tedesco il “Reichstag“. Il governo accusa i Comunisti di esserne i responsabili e di averlo appiccato come parte di un tentativo di colpo di stato.
Con il Decreto Presidenziale per la Protezione del Popolo e dello Stato, von Hindenburg conferisce poteri d’emergenza alla coalizione di governo guidata da Hitler.
Il decreto viene giustificato con la paura di una rivoluzione guidata dai Comunisti, paura a sua volta esagerata ed enfatizzata dalla propaganda nazista.
Questa legge sospende di fatto i diritti civili e autorizza l’incarcerazione di individui ritenuti sospetti, senza bisogno di un regolare processo. Inoltre, al governo centrale è riconosciuta l’autorità di annullare le leggi statali e regionali e di rimuovere le amministrazioni locali.

I nazisti al potere
L’atto abilitante (Ermächtigungsgesetz) firmato da Hindenburg, Hitler, Frick, Neurath e Krosigk, che conferisce al governo il potere di emanare leggi senza il coinvolgimento del Reichstag o consultarsi con il presidente Hindenburg 23 marzo 1933

Il parlamento Tedesco con atti successivi approva la cosiddetta Legge sui Pieni Poteri “Ermächtigungsgesetz”. La legge permette a Hitler, in qualità di Cancelliere, di promulgare nuove leggi senza l’approvazione del Parlamento.
Quest’atto segna, di fatto, l’inizio della dittatura in Germania.

  • Elezioni presidenziali del Reich - cartellone elettorale. Ritratto di Adolf Hitler - Marzo 1932 – Fonte Bundesarchiv

Individuare e perseguire i nemici dello stato.

Ogni dittatura, per rendere giustificabile la sua esistenza. ha la necessità di definire e perseguire un nemico. Per i Nazisti è quindi giunto il momento di realizzare quanto previsto nel programma NSDAP pubblicato nel 1920, cioè l’intenzione di separare gli Ebrei dalla popolazione “Ariana” e privarli dei diritti politici, giuridici e civili.
Agli ebrei si aggiungeranno altri perseguitati: gli avversari politici, i rom, i testimoni di geova, gli omosessuali e chiunque venga considerato un “nemico” dello stato.

Le SS “Schutzstaffel” aprono il primo campo di concentramento nei pressi di Dachau e lo pongono sotto il loro diretto controllo. A Dachau verranno rinchiusi gli oppositori politici del regime. Sarà l’unico campo di concentramento a rimanere operativo per l’intero periodo della dittatura nazista, dal 1933 al 1945.

Il 1 aprile del 1933 i membri del Partito Nazista e le organizzazioni a esso affiliate (come le SS, le SA e la Gioventù Hitleriana) organizzano il boicottaggio in tutta la Germania delle imprese commerciali possedute da cittadini ebrei.

salita al potere di hitler
Paramilitari delle SA fuori un negozio di Berlino con cartelli con la scritta: “Deutsche! Wehrt Euch! Kauft nicht bei Juden!” – “Tedeschi! Difendetevi! Non comprate dagli ebrei!”.

I primi provvedimenti legislativi antiebraici.

Qualche giorno dopo, il 7 aprile 1993, il governo tedesco emana la Legge per il rinnovo dell’Amministrazione Pubblica e successive integrazioni. La legge esclude gli ebrei e gli oppositori politici da tutte le funzioni pubbliche, compreso tutto il personale ebreo delle forze armate tedesche “Reichswehr“, che viene dimesso dal servizio con effetto immediato.

Il provvedimento legislativo obbliga tutti i funzionari statali a fornire le prove della loro appartenenza alla razza Ariana e determina che chiunque abbia almeno un genitore o almeno un nonno “non-Ariani” sia da considerarsi a sua volta “non-Ariano” o Ebreo.
Si tratta di una definizione efficace, ma estremamente frettolosa e destinata a creare una serie di problemi non indifferenti. Ad esempio per la definizione risultano ebrei anche coloro che hanno un solo nonno ebreo. In poche parole gli ebrei per tre quarti, per metà e per un quarto sono parificati agli ebrei “totali”.

Proprio la necessità di espellere gli ebrei dalla “macchina dello Stato” e renderla “Judenfrei“, pone la necessità di dare al più presto una definizione più precisa dell’appartenenza alla “razza ebraica”.