4 – La “Soluzione finale”

soluzione finale

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Serve una nuova evoluzione nella soluzione della questione ebraica

L’espressione “soluzione finale” della questione ebraica “Endlösung der Judenfrage” è già nota tra i nazionalsocialisti a partire dalla fine del 1940 e si riferisce sostanzialmente all’emigrazione, alle deportazioni forzate e/o all’evacuazioni della popolazione ebraica.
L’invasione dell’Unione Sovietica e la soluzione di sterminare gli ebrei sul posto rappresentano quindi, un’alterazione del significato iniziale, infatti per la prima volta si teorizza e si applica nel concreto un piano di eliminazione fisica.

E’ chiaro però che il sistema di sterminare gli ebrei laddove vivono non può essere adottato al di fuori dell’Unione Sovietica. Lo sterminio degli ebrei occidentali non può avvenire alla luce del sole e con mezzi così brutali ed evidenti.
Le fucilazioni compiute ad Oriente sono impensabili ad Occidente.
Occorre quindi studiare un altro metodo: è giunto il momento di attuare la “soluzione finale” con l’accezione che oggi conosciamo.

Dalla conferenza di Wannsee all’abisso della soluzione finale


L’incarico di teorizzazione e preparare la soluzione finale viene affidato ad Heinrich Himmler e Reinhard Heydrich, ai quali non mancano certo le esperienze necessarie:

  1. il programma di eutanasia ha formato il nucleo di specialisti che ha ideato le uccisioni con i gas
  2. la deportazione in Polonia degli ebrei del Reich ha fornito l’esperienza sulle tecniche di deportazione
  3. il concentramento in ghetti ha predisposto le possibilità di accensione della macchina dello sterminio.

Con questi presupposti si può pensare di mettere in moto il dispositivo organizzativo per la soluzione finale e cioè l’annientamento fisico degli ebrei in campi di concentramento costruiti ad Oriente.

Il 20 gennaio 1942 Reinhard Heydrich organizza la cosiddetta Conferenza di Wannsee, una riunione per coordinare tutti i dirigenti delle strutture amministrative del Terzo Reich alla pianificazione dell’annientamento finale di tutta la popolazione ebraica residente nei confini del Reich.

Nel quadro generale della soluzione finale, gli Ebrei dovranno essere avviati al lavoro nell'Est Europeo. Tutti coloro che risultino abili al lavoro, suddivisi per sesso, saranno inviati in gruppi in quei territori per impiegarli nella costruzione di strade. Gran parte di essi morirà per cause naturali e quelli che sopravvivranno, cioè i più resistenti, dovranno essere gestiti adeguatamente poiché rappresentano il frutto di una selezione naturale. Qualora essi venissero rilasciati potrebbero costituire il germoglio di una futura rinascita Ebraica. (vedi l'esperienza storica).
Dal protocollo di Wannsee del 20 gennaio 1942 - Redatto da Adolf Eichmann

La conferenza di Wannsee segna dunque lo spartiacque storico della questione ebraica, da questo momento il salto verso l’abisso sarà ineluttabile.

Immagine in copertina: Ingresso al campo di Auschwitz ai giorni nostri

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